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[POST PUNTATA]
07/07/11 Frazione Handicap – ANIME DI CARTONE – Biancaneve
Ben trovati amici ed amiche di Frazione Handicap.
Con la puntata di oggi vogliamo parlare di una delle fiabe a noi più care e che ha fatto la storia dei cartoni animati e che ancora oggi è più che mai attuale e presente nella testa e nel cuore di grandi e piccini: Biancaneve e i sette nani.
Quanti di voi sanno da quale mente è stata realizzata questa fiaba e quando è stata scritta? A questa domanda come ad altre cercheremo, nel nostro piccolo, di dare delle risposte. Molti di voi penseranno di avere questa risposta e diranno: “Walt Disney”!
Questa storia è stata scritta dai fratelli Grimm nel 1812 come molte altre stupende realizzazioni di questi due fratelli, Jacob e Wilhelm, ad esempio Il Principe Ranocchio, Raperonzolo ed Hansel e Gretel. Walt Disney ha solo prodotto il lungometraggio animato nel 1937.
La storia si articola così: un giorno una regina, intenta a cucire vicino ad una foresta sulla neve, si punge un dito e guardando il sangue su di essa, desidera di avere una figlia con i capelli scuri come l’ebano, la pelle bianca come la neve e le labbra rosse come il sangue; dopo qualche tempo riceve in dono una figlia, a cui da il nome Biancaneve, ma muore nel darla alla luce e il padre, per il bene della figlia si risposa per poterle dare una figura materna. Ma la storia racconta della seconda moglie del re, una bellissima donna che possedeva uno specchio magico, che, invidiosa della bellezza della giovane figliastra Biancaneve, incarica un cacciatore di portare la ragazza nel bosco, ucciderla e riportarle i polmoni e il fegato (il cuore in alcune versioni) come prova della conclusione del suo compito. Il cacciatore, però, impietosito dall’implorare della fanciulla e dalla sua bellezza, decide di lasciarla nel bosco e di uccidere un cinghiale, portando alla regina gli organi di questo animale, convinto che comunque Biancaneve verrà uccisa da qualche belva feroce. La regina, dopo aver ricevuto il fegato ed i polmoni, li mangia, convinta che siano quelli della figliastra. La piccola Biancaneve, dopo aver vagato per un po’ nel bosco, si imbatte in una casa costruita proprio nel cuore della foresta e nella quale abitano sette nani-minatori, che lavorano in una vicina miniera per guadagnarsi da vivere. La casa è vuota e Biancaneve, affamata e stanca, si nutre con parte del cibo e del vino già preparato dai nani, prendendone un poco di ogni porzione, per poi addormentarsi nell’unico dei sette letti della sua misura. I nani, dopo un primo attimo di sgomento per l’intrusione, sono ben felici di ospitare la dolce Biancaneve, che in cambio li accudisce nelle faccende domestiche. La vita scorre tranquilla fino a che la regina cattiva, grazie allo specchio fatato, scopre che la ragazza è viva e in salute. La regina, travestendosi da vecchia venditrice, cerca per due volte di uccidere Biancaneve, prima stringendole una cintura in vita fino a toglierle il respiro, poi con un pettine avvelenato. In entrambi i casi la giovane viene però salvata dall’intervento dei nani, che riescono a farle riprendere i sensi, ammonendola ogni volta di non far entrare nessuno in casa. A questo punto la regina, travestita da vecchia contadina e venditrice di frutta, si avvia nuovamente verso la casa dei nani per far assaggiare a Biancaneve una mela avvelenata. Per convincere Biancaneve ad accettare per lo meno una mela in dono la taglia in due, assaggiando la metà che non era avvelenata. Biancaneve al primo morso della parte avvelenata, cade in uno stato di morte apparente da cui nessuno degli sforzi compiuti dai nani riesce a svegliarla. Gli stessi nani, convinti che sia morta, la pongono in una bara di cristallo e la sistemano sulla cima di una collina in mezzo al bosco. Per molto tempo Biancaneve resta vegliata dai nani finché un giorno non viene notata da un principe che passava di lì. Il principe, vorrebbe portarla nel suo castello, per poterla ammirare ed onorare per tutti i giorni della sua vita. Dopo molte insistenze i nani, impietositi dai sentimenti del giovane, acconsentono alla sua richiesta. Avviene però che uno dei servitori del principe, arrivati per trasportare la bara al castello, inciampi su di una radice sporgente, facendo cadere la bara giù per il fianco della collina. Durante la caduta esce dalla bocca di Biancaneve il boccone di mela avvelenato e così la ragazza si risveglia. Biancaneve s’innamora subito del principe e così vengono organizzate le nozze a cui viene invitata anche la matrigna di Biancaneve. Questa, che non conosceva il nome della sposa, ma era stata avvertita dallo specchio che era più bella di lei, rimane impietrita riconoscendo Biancaneve. Nel frattempo erano state fatte arroventare sulle braci due scarpe di ferro che la strega viene costretta ad indossare. A causa del dolore procuratole dalle calzature incandescenti la strega è costretta a ballare finché cade a terra, morta. In un’altra versione il finale è diverso: la matrigna, giunta al castello, rimane stupita. Riavutasi dalla sorpresa tenta di fuggire, ma i presenti chiedono al re di punirla. Così, vestita di cenci e dimenticata, vive a lungo in un carcere oscuro. Solo Biancaneve si reca spesso a darle conforto, poiché i buoni non conoscono l’odio. (Da: “Tutte le fiabe” – Enciclopedia della fantasia – Vol. I – Fratelli Fabbri Ed., 1962).
Da questo capolavoro in versione letteraria la penna del folto team di sceneggiatori composto da Dorothy Ann Blank, Richard Creedon, Merrill De Maris, Otto Englander, Earl Hurd, Dick Rickard, Ted Sears e Webb Smith ha creato il film animato diretto da David Hand, prodotto dalla Disney e distribuito dalla RKO Radio Pictures. Elemento originale della versione Disney fu la caratterizzazione dei personaggi e in particolare dei sette nani, ad ognuno dei quali fu dato un nome e dei tratti caratteriali distintivi. Nella traduzione italiana: Brontolo, Cucciolo, Dotto, Eolo, Gongolo, Mammolo, Pisolo.
Il film si discosta dalla fiaba dei fratelli Grimm perché Biancaneve si risveglia dal sonno con un bacio del Principe Azzurro e anche per la fine di Grimilde, matrigna strega maligna, che vede la sua morte cadendo in un dirupo inseguita dai sette nani, dopo che ha incontrato solo una volta Biancaneve.
Sempre nel 1937 in alcuni giornali statunitensi, con le Slly Symphonies vengono pubblicate, sotto forma di fumetto, varie puntate dell’intera favola. In Italia ne uscirono varie versioni a fumetti. il primo a presentarla fu Federico Pedrocchi.
Dal 1812 ci fu un vero e proprio trambusto nella storia di questa incantevole fanciulla, infatti dopo l’animazione della Disney e la relativa storia a fumetti in Italia i fumettisti si sbizzarrirono e la storia acquistò nuove fattezze e nuovi personaggi e Federico Pedrocchi realizzò per primo un fumetto dal titolo “ I sette nani buoni contro i sette nani cattivi”.
In questi fumetti si eclissa in qualche modo la figura di Cucciolo, il nano che non parla e si esprime a smorfie.
Per ritrovare il piccolino dobbiamo attendere il ’49 con il fumetto “L’inferno di Topolino” edito sulle pagine di Topolino realizzato da Guido Martina e Angelo Bioletto. Proprio Martina rilancia tutto il microcosmo di Biancaneve. Quando la Mondadori nel 1953, il giovane Scarpa, che prima di essere assunto fu messo alla prova con i difficili personaggi del film, realizzerà “Biancaneve e Verde Fiamma”, sceneggiata proprio da Martina. L’esperienza di Romano Scarpa si può notare dal suo tratto influenzato dalle animazioni Disney.
Questo fu l’inizio di una saga che durò fino al 1997 che vide protagonisti personaggi del lungometraggio animato. Gli ultimi disegnatori furono i Maestri Disney come Giovan Battista Carpire, Luciano Bottaro e Luciano Gatto. Quest’ultimo lavora ancora per il settimanale Topolino.
Ci furono altri fumettisti non legati alla Disney che produssero la fiaba rivisitandone il contenuto; ad esempio Renzo Barbieri e Rubino Ventura fecero una storia incentrata sulla seduzione di Biancaneve che fu edita dalla Edifumetto e si snodava nell’arco di 94 fumetti suddivisi in quattro serie. Questo avvento del 1972 vide un grande boom di vendite ed i disegni furono di Leone Frollo.
Un’altra serie piuttosto crudele redatta da Alberto Breccia e Calos Trillo fu pubblicata nella serie “Chi ha paura delle fiabe?”.
Altra fiaba a fumetti la realizzò Kaori Yuki per il manga Ludwing Kakumei, in questo remake a morire sono i nani, uno dopo l’altro nel tentativo di difendere la bellissima ma altrettanto crudele principessa, dai vari assassini mandati dalla regina malvagia. Qui coincidono due aspetti della fiaba: originale l’incontro scontroso con la matrigna che avvelena la ragazza con la mela e il risveglio della stessa causato dal cadere del boccone avvelenato, così Biancaneve viene condotta al castello dove diventa l’amante del re solo per ricevere vantaggi da lui, pur promettendo di sposare il principe. Quest’ultimo però scopre il lato subdolo della fanciulla e dopo aver visto la sua malvagità quando fa indossare i calzari roventi alla matrigna per vendicarsi di lei,la conduce in una stanza semi buia e qui le confessa che intende lasciarla. Così Biancaneve spara al suo futuro marito ma il proiettile rimbalza sull’immagine riflessa allo specchio del principe e colpisce la stessa Biancaneve ferendola mortalmente.
Vi sono inoltre vari film, cartoni animati, video musicali ed opere teatrali tra cui ricordiamo:
- I due film muti di J. Searle Dawley e Charles Weston ed il cortometraggio “Snow White” dei primi anni novanta di Elsie Albert;
- “I sette nani alla riscossa”, film italiano del 1951 diretto da Paolo William;
- “Biancaneve e i tre compari”, film statunitense del 1961 di Walter Lang;
e così via fino all’ultima serie tv tedesca “Biancaneve”, del 2009 di Thomas Freundner.
Tra i cartoni, oltre quello della Disney: “Snow White” della serie “Betty Boop” del 1933 di Dave Fleischner e Roland Crandal, così da arrivare all’ultimo lungometraggio animato del 2009 “Biancaneve e gli 007 nani” di Steven E. Gordon e Boyd Kirkland.
Tra le opere di teatro musicale vi sono:
- Biancaneve un balletto su musiche di Riccardo Zandonai (1940);
- Biancaneve e il perfido candore, del 1993, su libretto e musiche di Fabrizio De Rossi Re, opera da camera.
Poi ancora video di cantanti e diapositive stereoscopiche.
E’ arrivato il momento dei saluti, prima però manderemo in onda come è consuetudine, lo spezzone di sigla che vi invitiamo ad indovinare e a scrivere la vostra risposta a : info.frazionehandicap@gmail.com o sul nostro profilo face book.
Questo è tutto, cari ascoltatori, a risentirci come sempre il prossimo giovedì con Frazione Handicap dalle ore 17:00.